Piattaforma resine liquide alto solido

Negli ultimi decenni, nell’ambito dell’edilizia è gradualmente accresciuto l’interesse verso materiali a base di resine e additivi organici, a scapito dei prodotti più tradizionali. Infatti, hanno preso sempre più piede nel settore prodotti come adesivi, fuganti, primer epossidici o epossi-poliuretanici bi-componente, con caratteristiche meccaniche ed estetiche impensabili per i loro omologhi a base cementizia.

Litokol ha dimostrato grande lungimiranza in questo ambito, innovando costantemente i propri prodotti a base di resine liquide ad alto solido, mostrandosi tra i leader in questo ambito e contribuendo allo slancio che questi materiali hanno avuto.

Tuttavia, la continua ricerca di maggiori performance ha spesso trascurato aspetti che apparivano “secondari” quali pericolosità per la salute dell’uomo, la presenza di additivi chimici dannosi per l’ambiente o la quantità di VOC rilasciati durante la posa e nel corso del tempo.

Inoltre, le nuove regolamentazioni europee (REACH-CLP) imporranno sempre maggiori restrizioni sulle sostanze chimiche commercializzate anche all’interno dei formulati. In particolare, la maggior parte degli indurenti amminici in uso in queste formulazioni verranno classificate “corrosive” o “tossiche”, costringendo le aziende produttrici all’adeguamento delle etichettature, con maggiori costi di trasporto.

Le ricerche relative a questa piattaforma tecnologica consentiranno di sostituire gli additivi attualmente presenti all’interno dei formulati Litokol a favore di sostanze di nuova generazione, eco-compatibili, a minor impatto ambientale e non pericolosi per la salute, senza compromettere le apprezzate performance meccaniche ed estetiche che caratterizzano questi materiali.

Il team di ricerca del Progetto Zero condurrà ricerche approfondite sulle emissioni di composti organici volatili (VOC) dei prodotti del settore edile attualmente commercializzati, sia durante la posa in opera che al momento del loro utilizzo negli ambienti quotidiani. Al fine di identificare le criticità in termini di emissioni VOC è stato predisposto un piano di screening che coinvolgerà circa 200 campioni di materie prime e prodotti finiti, da analizzare con tecnica SPME. Questa tecnica, abbinata all’analisi in Gas-Cromatografia e spettrometria di massa (GC-MS) fornirà importanti informazioni sulla natura delle sostanze rilasciate negli ambienti dai prodotti finiti e consentirà di identificare le materie prime maggiormente responsabili di queste esalazioni. L’elaborazione di queste informazioni, unitamente alle conoscenze tecniche degli operatori, consentirà di formulare prodotti a bassissime emissioni di VOC, permettendo la realizzazione di ambienti di vita e di lavoro più sani.

Una delle più grandi sfide relative all’affinamento di questa tecnologia è rappresentata anche dal mantenimento di etichettature di basso impatto sulla frazione indurente di questi prodotti bi-componenti. Come già accennato, infatti, a partire dal 2018, la maggior parte di questi componenti a base amminica tradizionali sarà classificata come corrosiva o tossica, limitandone fortemente il loro impiego.

Il lavoro dei ricercatori Litokol, in collaborazione con i centri di ricerca specializzati dell’Università di Modena e Reggio Emilia, consisterà nell’identificazione di strategie di sintesi di molecole polimeriche in grado di sfuggire alle nuove classificazioni di pericolo, pur lasciando invariate le proprietà dei prodotti finiti. Al fine di studiare i nuovi polimeri di interesse, il laboratorio R&D Litokol si è dotato, con il contributo del finanziamento, di una strumentazione per l’analisi GPC/SEC dei pesi molecolari.